Garibaldi
l'eroe dei due mondi
Generale e uomo politico italiano (Nizza 1808 - Caprera 1882),
condottiero e grande patriota del nostro Risorgimento. La storia
vuole che Giuseppe Garibaldi abbia incontrato Giuseppe Mazzini
nel 1833 a Londra, dove quest'ultimo era in esilio protetto dalla
Massoneria Inglese, e che si sia iscritto subito alla
Giovine Italia, un'associazione politica segreta il cui
scopo era di trasformare l'Italia in una repubblica democratica
unitaria. Indicato come uno dei capi della cospirazione per i
vari motti insurrezionali venne
accusato di banditismo; si rifugiò prima
a Nizza e poi varcò il confine giungendo a Marsiglia, Tunisia
e Sud America, dove rimase dal dicembre 1835 al 1848 in esilio.
Tornato in Europa nel 1848 partecipò alla prima guerra
di indipendenza contro gli austriaci; sbarcò a Nizza con
Ana Maria de Jesus Ribeiro, meglio conosciuta come Anita
Garibaldi, i tre figli e i compagni.

Garibaldi partecipò ai combattimenti in difesa della Repubblica
Romana, minacciata dalle truppe francesi e napoletane; con la
caduta di Roma, il grande condottiero lasciò la città
con l'intenzione di lottare a fianco della Repubblica di San Marco.
Inseguito ancora dagli austriaci, tentò di fuggire e durante
questo viaggio perse la moglie Anita che, in avanzato stato di
gravidanza e spossata, morì per mancanza di cure nelle
paludi di Comacchio. Con una fuga avventurosa riuscì a
sfuggire alla cattura, giungendo sino in Liguria, nel Regno di
Sardegna. Qui venne invitato a non fermarsi ed imbarcato per la
Tunisia, poi per Tangeri. Passati lì alcuni mesi, si trasferì
a New York (1850) dove lavorò nella fabbrica di candele
di Antonio Meucci. Rientrò in Italia solo
nel 1854 e comprò metà dell'isola di Caprera (isola
dell'arcipelago sardo di La Maddalena).
Cinque anni dopo partecipò alla seconda guerra di indipendenza
guidando in una brillante campagna nella Lombardia settentrionale.
Alla fine del 1859 era in Romagna per guidarvi un abortito tentativo
di invasione delle Marche e dell'Umbria, per unirle alla Lega
dell'Italia Centrale. Nel 1860 Garibaldi organizzò una
spedizione per conquistare il Regno delle Due Sicilie. Due piroscafi
(il Piemonte ed il Lombardo), apparentemente rubati alla Società
di Navigazione Rubattino, con a bordo circa 1088 uomini guidati
da Giuseppe Garibaldi salpano da Quarto, presso Genova, diretti
verso la Sicilia insorta al motto di Italia e Vittorio Emanuele.
L'evento passerà alla storia come l'inizio della straordinaria
impresa dei Mille. Battaglia di Castelfidardo, dove le truppe
pontificie, guidate dal Generale Lamoricière, sono sconfitte
da quelle Piemontesi; lo Stato Pontificio perde le Marche e l'Umbria.
26 ottobre - Storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio
Emanuele II con cui si conclude la Spedizione dei Mille e il generale
consegna il regno meridionale al re di Sardegna.
Le
donne di Garibaldi: Adelaide,
la mamma, amica di grandi del Risorgimento, che di lei si servivano
per contattare il Generale. Ana Maria de Jesus Ribeiro,
ossia Anita. Brasiliana, sposata e già madre,
conosce il giovane quando questi combatte per la libertà
dei popoli del Sud America. Pare sia stata lei ad insegnare al
marinaio nizzardo l’arte del cavalcare; le diede 3 figli
(Menotti, Rosita, che morirà a causa del vaiolo, Teresita
e Ricciotti). Emma Roberts, la «fidanzata»
inglese che egli invitò ad andare a vivere con lui a Caprera
dopo il 1856, senza mai andarvi. Un posto di rilievo ebbe anche
Francesca Armosino, sposata poco prima della
morte, ma da lungo tempo sua fedele compagna e madre di altri
tre figli, fra cui Clelia, la custode delle memorie del padre.
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